Come ogni fine o inizio anno, molte persone fanno la lista dei buoni propositi. Sono in pochi invece a fare il resoconto dell’anno passato, per rendersi conto delle promesse mantenute (e non mantenute), di quanto cioè i buoni propositi fatti l’anno prima siano andati in fumo. Prova a pensarci: probabilmente sono anni che anche a te capita di comportarti così, di non riuscire a realizzare diversi obiettivi. E questo capita anche perché non ti sei mai fermato un attimo a pensare.

Se appartieni a questa schiera, ti suggerisco di iniziare a farlo adesso: prenditi un po’ di tempo e ragiona. Chiediti: “Com’è andato il mio 2016? Quali cose ho realizzato e quali mi ero promesso di fare? Che benefici volevo raggiungere? Cos’è cambiato in me quest’anno?”.

Se le risposte non sono molto positive, allora seguimi e facciamo qualche riflessione insieme. Ma soprattutto non perderti il link alla fine di questo articolo.

Perché accade questo? Personalmente non sono tra coloro che, quando una cosa va male e non funziona, deve a tutti i costi capirne il perché. Tanti invece hanno bisogno di una spiegazione al fallimento: solo così riescono a comprendere ciò che serve per cambiare. Da qui parte la raffica di “perché”: perché è successo questo? Perché nonostante l’impegno non sono riuscito a raggiungere i miei obiettivi? Perché anche quest’anno mi ritrovo con gli stessi buoni propositi?

Per soddisfare la tua curiosità, e capire perché le persone non riescono a realizzare i loro buoni propositi, ecco di seguito i 10 motivi che ti impediscono di raggiungere un obiettivo annuale.

 

  1. Definire un obiettivo non realizzabile, inserirlo in una lista senza aver ragionato sulla fattibilità del risultato.
  2. Perdere motivazione strada facendo, perché non vedi risultati immediati. Un classico? La dieta. Mi metto a dieta, faccio dei sacrifici, non vedo il risultato immediato e mi stufo di sacrificarmi.
  3. Sapere cosa vuoi, ma ignorarne il perché. Anche qui perderai motivazione strada facendo.
  4. Avere un obiettivo senza un metodo strategico e organizzato.
  5. Farsi influenzare dall’esterno: amici, parenti e demotivatori vari uccidono i sogni altrui.
  6. Non credere abbastanza in te stesso, non sentirti all’altezza.
  7. Non credere abbastanza nel progetto o nell’obiettivo che vuoi realizzare.
  8. Essere troppo rigido: nell’iniziare un’attività, devi essere perfettamente pronto.
  9. Avere troppi focus, attenzioni di vario genere. Iniziare diversi percorsi, senza mai portarne a termine uno.
  10. Non avere abbastanza voglia di farsi… il “mazzo”.

Ce n’è un undicesimo: porsi obiettivi troppo facili da realizzare perché di standard basso. Alla fine senti di aver raggiunto tutto, senza però essere soddisfatto di niente.

Dopo aver analizzato questo corposo elenco di buoni motivi che NON ti hanno portato a raggiungere i risultati, cerchiamo di capire invece come si potrebbe fare. Potrei dirti “basta fare l’esatto opposto”: ma le cose non sono così semplici e lineari.

Personalmente ho fiducia nei metodi e nelle strategie, le grandi imprese non si realizzano a caso! Certo il cosiddetto “fattore C” (che tradotto educatamente vuol dire “fortuna”) è sempre ben accetto, ma anche questo accade a coloro che comunque agiscono, persone che si buttano in nuove esperienze, escono dalla zona di comfort, azzardano un po’, conoscono gente nuova, si confrontano il più possibile. Chiediamoci: perché si dice che piove sempre sul bagnato? Perché è una questione di energia: più faccio, più sbaglio, più cresco, più trovo il mio, la mia strada e la mia “fortuna”.

Tornando a metodi e strategie (e messo da parte il fattore “C”) ognuno di noi deve trovare un metodo o crearne uno. Se sei un genio creativo, puoi strutturare dei sistemi, magari differenti da un progetto all’altro, per aiutarti a raggiungere il traguardo. Arriverai così a realizzare ciò che vuoi avendo capito come fare, quando agire e in che modo. A mio avviso, questi sono casi rari: preferisco utilizzare sistemi e metodi già efficacemente applicati da altri.

Uno dei metodi più straordinari che io conosca per garantirsi il più possibile la realizzazione dei propri sogni e obiettivi, è il Best Year Yet, che tradotto significa, “il miglior anno della tua vita”, un metodo americano fondato da Jinny Ditzler.

 

Prima di scoprire il link in fondo a questo articolo, ecco perché funziona e come funziona:

 

  1. È basato su 10 domande a cui devi rispondere: è quindi semplice, analitico e veloce. Basta dedicare tre ore del proprio tempo una sola volta per pianificare tutto l’anno.
  2. Principalmente ti aiuta a non ripetere gli stessi errori che hai fatto negli anni precedenti senza rendertene conto, a causa di comportamenti e credenze abitudinarie.
  3. Puoi analizzare successi e insuccessi dell’anno appena trascorso, di tutte le aree della tua vita per trarre la lezione più importante. Per cui, anche se è stato uno dei peggiori anni, questa analisi ti aiuta a tirare fuori qualcosa di estremamente positivo, una lezione che una volta compresa, farà la vera differenza per realizzare i sogni del nuovo anno.
  4. Definisci quale deve essere il principale focus dell’anno: gli obiettivi spazieranno nelle diverse aree della vita, ma ci sarà qualcosa più importante di tutto, che sarà realizzato attraverso i vari step, perché sarà il tuo principale interesse.
  5. Potrai decidere quale sarà la credenza che potrà guidarti di più: la troverai grazie alla consapevolezza di tutte quelle credenze che ti hanno limitato negli anni passati. La maggioranza delle persone, non realizza i propri sogni perché non sa di avere delle credenze limitanti, ovvero delle sensazioni di certezza che per coerenza dobbiamo confermare, ma che sono un limite per quello che voglio realizzare.
  6. Potrai dare una valutazione alle tue aree di vita, famiglia, lavoro, soldi, tempo libero, salute ecc… per consapevolizzare quello che vali veramente secondo il tuo punto di vista e quello che ti meriti. Una specie di voto, sulla tua qualità di vita a 360 gradi. Molto rivelatorio come esercizio.
  7. Infine, farai la tua Top Ten, ovvero i 10 principali obiettivi che vorrai raggiungere quest’anno.

Alla fine di questo lavoro, ti troverai con una scheda di una pagina con le tue principali linee guida: saranno indicative per ricordarti il modo in cui hai deciso di comportarti, il tuo focus principale, la credenza guida e gli obiettivi mensili che potrai monitorare e controllare per garantirti il risultato.

Abbiamo capito che senza metodo e strategie, farcela da soli diventa difficile. Migliaia di testimonianze ci dicono che tutto ciò funziona. Io stessa ne sono un esempio: ogni anno raggiungo almeno l’80 per cento di quello che mi prefiggo di fare. Ma attenzione, perché il metodo da solo non funziona: occorre applicarlo, metterci disciplina, determinazione quotidiana e mensile. È necessario mettersi in gioco e prendersi la RESPONSABILITÀ (ovvero la “abilita” di “rispondere”) in ogni caso!

Comunque vada, devo trovare un modo, non mollare a metà! Stiamo parlando dei nostri obiettivi, dei sogni, di quello che abbiamo deciso, che ci meritiamo e vogliamo realizzare. Non possiamo abbandonare, possiamo essere noi i responsabili del nostro successo, della nostra qualità di vita e del nostro benessere.

A questo punto ti chiedo: se desideri una guida che ti aiuti a definire e applicare tutto quello di cui abbiamo appena parlato, ti informo che nelle prossime settimane nei nostri centri FLY, a cura dei nostri Direttori, abbiamo organizzato una giornata intera dove tu stesso potrai imparare il metodo Best Year Yet. Se hai capito l’importanza non pensarci due volte, prenota il tuo posto.

Metti da parte tutte le scuse, affidati a un metodo che è testato e funzionale, poi mettiti sotto che si vive una volta sola..!! E il miracolo del miglior anno della tua vita lo puoi fare soltanto tu.

Buon miglior anno di sempre!

Daniela Bonetti

 

Ecco il link per registrarti alla tappa Best Year Yet della tua città..!!

in un gruppo di lavoro come puoi esercitare la tua leadership al femminile per ottenere i migliori risultati da colleghi e collaboratori? esistono piccoli e semplici strumenti che fanno una grande differenza. sono comportamenti che scaturiscono dall’applicare tutto ciò che abbiamo fin qui esaminato. Vediamoli insieme.

1. Separa il comportamento dalle persone

Impara ad accettare il fatto che tutti commettono errori, anche tu. Le tue eventuali critiche, ma prima ancora il tuo giudizio, devono concentrarsi sulle performance, senza scadere nella tentazione di sentenziare sugli individui. Ti hanno insegnato che le persone si giudicano dal comportamento? Be, è sbagliato. Si giudica il comportamento, non le persone. e questo vale anche per te. Smettila di giudicarti severamente. Se il lavoro non è perfetto al 101 per cento, è solo perché il 101 per cento non esiste! Inoltre se sei troppo perfezionista nemmeno il 100 per cento sarà sufficiente ai tuoi occhi. E anche il 100 per cento è irraggiungibile, significherebbe che migliorare è impossibile! Non è così.

2. Se sei empatica con i tuoi collaboratori, puoi costruire un impero

La nostra esperienza e la nostra lunga amicizia ci hanno insegnato che occorre imparare a tenere distinti i due ambiti, amicizia e lavoro, in specifiche situazioni. Questo diventa possibile se si rispetta il punto 1: distinguere le persone dai risultati. Tutta- via, l’instaurarsi di rapporti autentici può essere un grande punto di forza. In quanto leader, ricorda che dalle persone a cui vuoi bene non devi aspettarti più che dagli altri e che non devi assolutamente prendere sul personale i loro errori. i genitori di Daniela hanno lavorato insieme per quarant’anni e sono una coppia tuttora innamorata. Roberto Re e Roberta Cuttica, i fondatori di HRD Training Group, sono insieme da venticinque anni. Daniela stessa convive felicemente con un collega e, oltretutto, suo subordinato sul lavoro. ehi, non ti stiamo consigliando di avere relazioni sul lavoro, anche se nemmeno lo sconsigliamo. Ti invitiamo a non avere paura di aprire il cuore alle persone con cui condividi obiettivi e risultati! «empatia» è la parola chiave! Empatia!

3. Alimenta un confronto continuo

La cooperazione parte dai leader. Esponi le tue idee e metti gli altri in condizione di fare altrettanto, stimolali a portare valore. Opera in modo che condivisione e continuo miglioramento siano basi comuni. Le persone intorno a te dovranno sentirsi protagoniste e non semplici esecutrici, mettendo in gioco le loro qualità e competenze. Dai a ciascuno la possibilità di usare i propri talenti.

4. La leadership al femminile parla usando il noi, non l’io

al bando l’egocentrismo, quello che vuoi è creare affiatamento, non essere ammirata. Usa l’io per assumerti la responsabilità degli errori. Quando festeggi i buoni risultati usa invece il noi. Io per i rimproveri, noi per i complimenti. È semplice se chiami a raccolta la tua acutezza sensoriale, il desiderio di continuo miglioramento e quello di contribuire alla crescita altrui.

5. Rinuncia all’illusione del controllo

per quanto ti sforzi ci saranno cose che andranno come non dovrebbero, ritardi e fraintendimenti. non puoi avere tutto sotto controllo e comunque non è sano nutrire questa aspirazione. Non puoi e non devi fare tu tutto il lavoro e non tutto il lavoro deve esse- re fatto a modo tuo. il successo è spesso frutto della capacità di accettare gli insuccessi e andare avanti comunque, senza arrendersi.

6. Connettiti alla tua mission

Tutta la fatica, le complicazioni, l’impegno che a volte devi mettere in campo ti risulteranno più leggeri se sarai consapevole di quale sia lo scopo finale. Abbiamo parlato della mission personale nel capitolo precedente. non c’è forza più potente di questa per motivarti e per aiutarti a godere della tua vita, quando tutto va bene e quando va meno bene.

Tieni bene a mente questi spunti, rileggili spesso, falli tuoi. Sono in grado di rivoluzionare la tua vita, ma solo a patto che li trasporti fuori da queste pagine trasformandoli in azioni.

Come fai una cosa le fai tutte

Ora che hai letto tutti e sei i suggerimenti, ti confidiamo un se- greto: non sono esattamente ciò che sembrano. all’inizio di questo capitolo avevamo annunciato che ti avremmo fornito indica- zioni utili sia per il lavoro sia per la tua vita familiare, che tu sia sposata o no con il tuo partner, che tu abbia figli o non ne abbia. Ebbene, in realtà è esattamente ciò che abbiamo appena fatto. Torna indietro e rileggi i sei consigli pensando che al posto dei collaboratori ci siano i tuoi familiari o il tuo partner e che l’azienda sia invece la vostra casa, la vostra relazione.

Non c’è alcuna differenza!

Ti sembra strano? non lo è, perché come fai una cosa le fai tutte. Non puoi essere leader nel lavoro e tutto il contrario a casa, è semplicemente impossibile. Anche volendo, non ci riuscire- sti mai. La leadership, una volta sviluppata, si manifesta in ogni ambito della vita e fa di te una professionista, una compagna e una madre migliori.

per questo, se sviluppa la sua leadership al femminile ogni donna può realizzare se stessa, creare la famiglia che ha sempre sognato, una relazione di coppia gratificante ed essere soddisfatta del proprio lavoro. non c’è motivo per aspirare a niente di meno e tu non hai nessuna ragione per realizzare solo in parte il tuo potenziale. Liberalo, prendi decisioni coraggiose, se puoi chiedi aiuto a un coach, definisci la tua mission, non rassegnarti, non accontentarti e assumiti la totale responsabilità dei tuoi risultati. Le decisioni che prenderai sulla scorta di una sempre più forte leadership ti condurranno in luoghi che al momento potresti ancora non immaginare o vedere chiaramente, ma in fin dei conti non importa: conta soprattutto avere chiaro il primo tratto di strada davanti a te. Fai i tuoi passi avanti, l’energia che trarrai dai progressi darà impulso a quelli seguenti. se è vero che patire è impegnativo, il bello è che fermarsi, a un certo punto, di- venta inimmaginabile!

Abbiamo l’assoluta certezza che migliorare progressivamente e senza sosta è possibile. Lo sappiamo perché lo abbiamo visto accadere innumerevoli volte, innanzi tutto nelle nostre vite.

Buon viaggio

Nella vita, arrivi ad un certo punto e, ti domandi se dove sei, sei felice, se quello che fai ti soddisfa, se stai vivendo la vita che hai sempre sognato, se sei  circondato delle persone che non cambieresti per niente al mondo.
Con grande delusione e onestà ti devi rispondere “non è proprio tutto come avrei voluto” non è proprio la vita che ho sempre sognato, anzi, sono stufo, stanco e ho poche soddisfazioni.

Questa è la storia di tanti di noi, che hanno un nemico,  che non è esterno ma interno. Questo nemico si chiama PAURA di cambiare, di decidere, di rischiare, di lasciare tutto per conquistare una vita migliore. Quella paura che ci blocca e che ci tiene legati alle abitudini, alle solite cose, alla routine.

Quando tutto può cambiare?

Quando tocchi il fondo, forse, quando quasi quasi ti mancano le forze per risalire, quando al di sotto non puoi andare, puoi solo decidere di risalire, cercando un modo, un aiuto, un esempio, un mentore, un amico.

Quando decidi e ti metti a cercare, perché hai deciso dentro di te che le cose cambieranno, ecco che arriva la soluzione.Qualcosa si presenta, la magica legge dell’attrazione si materializza, come d’incanto il treno che cercavi si ferma davanti a te. Devi solo decidere di salire, forse passerà una volta sola, o forse ripasserà, non si sa.

Se decidi che sei pronto, sali e parti, il viaggio sarà turbolento in alcuni tratti, sereno in altri, le fermate saranno tante, alcune con soste molto lunghe, ma ormai sei in viaggio e quando si parte, non si torna più indietro. Dopo un pò di tempo, ti rendi conto che hai visitato talmente tanti posti nuovi e incantevoli di questo viaggio che non vuoi più tornare ai vecchi luoghi.

Sei consapevole che questo viaggio era quello di cui avevi bisogno, allora decidi che questi luoghi non vanno tenuti solo per te, vanno rivisitati con tante altre persone, vanno condivisi con altri che hanno bisogno di partire, per scoprire un mondo che non conoscono.

Poi pensi, che prima o poi troverai una meta che ti piacerà così tanto da decidere di fermarti e dire “sono arrivato”, ma per fortuna ti rendi conto che, invece il viaggio è talmente bello, che ogni meta ha delle caratteristiche sempre più interessanti da scoprire. Ti accorgi che non ci si può fermare, che non si finisce mai di scoprire il mondo, che non si arriva mai da nessuna parte.

Ma di che viaggio stai parlando? Ma su quale treno sei salito?

Sto parlando del treno delle opportunità e della crescita, per il viaggio allo scoperta di se stessi e di quello che siano veramente. Il più bel viaggio che puoi fare. Il prezzo da pagare è alto, ma ne vale la pena, diciamo che se non paghi quel prezzo, potresti accorgerti di dover pagare molto di più, rinunciando alla vita che ti meriti veramente.

Pensaci! È arrivato il momento di partire? È arrivato il momento di scoprire cosa meriti veramente, smettila di temporeggiare, fai qualcosa, cerca quello che ti serve per fare quel “viaggio” , il tempo passa, non puoi più recuperare quello che hai perso, ma in poco tempo puoi ribaltare la tua vita ed essere finalmente felice….

La soluzione è dentro di noi, non dimenticare.

Se decidi di partire, buon viaggio e Fly high!

Che tu credi di farcela o no avrai comunque ragione. Henry Ford
Questa la sanno tutti!! Perché funziona così? cos’è una credenza? È una sensazione di certezza nei confronti di qualcosa, di qualcuno o di me stesso che mi conferma che sono profondamente convinto di quella cosa. E’ un insieme di fattori che mi generano uno stato di sicurezza di convinzione, che riuscirò in quell’esame, che troverò la strada non conoscendola per arrivare a destinazione, che raggiugerò quel risultato, che uscirò con quella persona, ecc….insomma tutte queste sensazioni mi faranno sfruttare al massimo il mio potenziale e mi faranno fare innumerevoli azioni che mi porteranno al risultato, con certezza.
Ovviamente funziona anche al contrario, quando ho una sensazione di incertezza, di timore, penso di non riuscirci, di dubbio su qualcosa, 90% su 100 confermerò tutto, semplicemente perché il ciclo è lo stesso, il dubbio e l’incertezza non mi aiuteranno a sfruttare al massimo il mio potenziale, le azioni saranno il minimo indispensabile “tanto non ci riesco” e il risultato sarà negativo. In tutti e due i casi andiamo a confermare esattamente le certezze che avevamo, per questo che tu ci creda o no avrai comunque ragione! Non si tratta di credenze giuste o sbagliate, ma potenzianti o non, rispetto a quello che voglio realizzare. La buona notizia è che possiamo diventare consapevoli di tutte le nostre credenze limitanti e possiamo cambiarle quando vogliono, basta sapere come.
Ricordati che quando un risultato non arriva e lo stai rincorrendo da tempo, di sicuro il problema è nelle credenze che hai e, se non le trovi non avrai nessuna possibilità di raggiungerlo.

Se vuoi avere più risultati nella comunicazione devi evitare di essere prolisso e vago, se ti piace allungare il brodo perché hai paura di non essere capito, non sarai capito. Se utilizzi termini poco diretti o vaghi, che girano intorno alla questione perché hai paura di offendere o di essere troppo diretto, ci riuscirai benissimo, ottenendo poco e niente dal tuo interlocutore.
I miei migliori risultati li ho sempre ottenuti, grazie alla mia schiettezza, trasparenza, utilizzando poche parole e dirette, dritta al nocciolo della questione.
La modalità fa la differenza, puoi essere diretto con tutta la dolcezza del mondo, molti confondono essere diretti con l’essere aggressivi, non c’entra veramente niente, puoi essere diretto con modalità e toni pacati e dolci, con distacco emotivo, l’obiettivo è arrivare dritto al punto e far capire la questione al tuo interlocutore, non spaventarlo o trattarlo male. Se aggiungi mille parole ad un contenuto che con due parole potrebbe essere compreso, perdi di incisività, perdi di chiarezza e probabilmente anche il tuo scopo non verrà raggiunto. Spesso verrà da chiederti, ma come mai non sono riuscito a spiegarmi? Oppure come mai non ha capito? Domande errate! La domande giuste sono: come ho comunicato? Sono andato dritto al punto? Sono stato diretto nella mia comunicazione?

Daniela Bonetti

Chi è responsabile dei propri stati d’animo?

Sono sicura che il 100% di voi a questa domanda risponderà “IO”

Ed è la risposta giusta! Bravi!!

Peccato che la maggioranza che risponde a questa domanda, se tra 5 minuti riceve una telefonata e discute con qualcuno che lo fa inc….re, non ci pensa due volte a colpevolizzare quella persona, a rimuginare sulla situazione criticando, e sbraitando frasi del tipo:

“mi ha fatto veramente incazzare!!!”.

Chi?

Cosa?

Ma non eri tu che gestivi i tuoi stati d’animo????

Adesso di punto in bianco, la responsabilità non è più tua bensì di qualcun altro???

Tu stai male ed hai un altro da incolpare?!

I nostri risultati sono determinati dalle nostre azioni e le nostre azioni possono essere più o meno impattanti a seconda di come stiamo (stati d’animo): se proviamo emozioni positive, stiamo bene, siamo motivati, felici, sereni ed ovviamente daremo il meglio di noi e le nostre azioni saranno più potenzianti. Al contrario, se siamo tristi, frustrati, demotivati, nervosi, depressi, le azioni saranno di conseguenza influenzate in negativo.

Tutto ciò avviene per un motivo ben specifico ed abbiamo TUTTI a disposizione uno strumento da utilizzare per cambiare ciò che “non va”: la TRIADE

Arriva la telefonata, discuti con quella persona, e quando chiudi in malo modo su cosa ti FOCALIZZI???

Sulla discussione, sulla ragione che hai, sulle frasi più brutte che ha pronunciato quella persona e sulle brutte modalità utilizzate.

In che modo usi la tua FISIOLOGIA? (il tuo corpo e il tuo viso) Vai avanti e indietro, il tuo corpo è teso, il viso imbronciato.

E il tuo LINGUAGGIO? Cosa ti dici: “basta non ne voglio più sapere, è veramente uno str…zo, non dovevo fidarmi, sono stanco, non ne voglio più sapere, sono veramente uno stupido” Ecc…..

RISULTATO: stai male, ti senti deluso, nervoso, sfiduciato, e ti viene voglia di mandare a stendere tutto il mondo. Ed è soltanto una telefonata, pensa a quando succede di peggio!!

Sto dicendo cose dell’altro mondo? No! Sono cose che facciamo tutti, e la maggioranza è consapevole che gli stati d’animo sono determinati da ognuno di noi, soprattutto quando le cose vanno alla grande.

E quando vanno male? Purtroppo se non sai come funziona, è molto difficile venirne fuori, oppure ne vieni fuori velocemente perché usi la tua TRIADE in modo corretto ma non lo sai perché non ne sei consapevole.

Ho “pillolizzato”, semplificato e ridotto ai minimi un argomento importante come quello delle emozioni e degli stati d’animo. Io sono una fautrice dei fondamentali: è inutile che vai alla ricerca delle tecniche più sofisticate nel mondo della formazione quando non sei capace di “guidare il tuo atteggiamento”, sfruttando al meglio il tuo FOCUS, LA FISIOLOGIA E LINGUAGGIO.

Sperimenta! Alla prima situazione impegnativa, osserva quello che fai, come ti comporti e come ti atteggi; di sicuro ti stai applicando, inevitabilmente stai usando la tua TRIADE che ti porterà ad un risultato…la domanda è:

IN CHE MODO?

D.B.

Ci sono un mondo di indecisi in giro, vuoi sapere quali sono i principali motivi che spingono le persone a non decidere?

Eccoli:

 

INSICUREZZA: avere la certezza matematica di come andrà. Aspettare che sia tutto sicuro per poter progredire. Alcune persone  passano la vita ferme o muovendosi lentamente.

 

Se cerchiamo  sicurezza nelle conferme degli altri, spesso non l’avremo mai, soprattutto quando la nostra scelta rappresenta  un passo importante che molti al nostro posto non farebbero.

 

PAURA: delle conseguenze, di fare la scelta sbagliata, di fallire, del giudizio degli altri.

 

La paura ci priva del nostro potere personale, ci priva del nostro potenziale, del nostro potere personale paralizzandoci rendendoci incapaci di muoverci e di reagire.

 

MANCANZA DI ABITUDINE A DECIDERE: Molte persone non decidono perché hanno difficolta a scegliere, si fermano di fronte a piccole decisioni.

 

Se vogliamo sentirci sicuri difronte alle decisioni difficili, dobbiamo allenare i nostri muscoli decisionali ogni giorno e notare come in realtà decidere sia facile. E’ importante capire che il muscolo delle decisioni va allenato come ogni muscolo.

 

MANCANZA DI MOTIVAZIONE: Spesso le persone perdono di motivazione perché non sanno cosa vogliono o perché lo vogliono.

 

Il peggior nemico della motivazione è la mancanza di fiducia in se stessi, la paura del giudizio degli altri, la scasa capacità di immaginare il proprio futuro.

Soprattutto la mancanza di agire. Avere un piano d’azione è fondamentale per essere motivati

 

CREDENZE LIMITANTI: I nostri pensieri creano la nostra realtà, e sono formati dalle nostre credenze; queste possono limitarci e bloccare la nostra crescita. Le credenze possono frenarci o portarci allo sviluppo e alla nostra realizzazione personale.

 

 

L’AMBIENTE: Noi ci adeguiamo all’ambiente in cui ci troviamo. Se stai in un ambiente positivo, costruttivo, stimolante diventi una persona migliore.

 

E’ importante scegliere l’ambiente in cui viviamo. Non possiamo sceglierci i genitori, ma possiamo sceglierci gli amici.

Secondo alcuni studi il nostro Carattere si modella su quello dei cinque individui che vediamo con maggiore frequenza.

 

Tu perché non decidi?

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