Queste di inizio estate sono le fatidiche settimane dell’anno nelle quali, rientrati a casa stanchi e affaticati, ci stendiamo sul letto e guardiamo la nostra pancia o le nostre gambe. Da quando sono diventate così ingombranti..??

Le energie (talvolta eccessive) che impieghiamo nel lavoro vengono spesso sottratte ad altre azioni decisamente più sane, come un hobby rilassante o una giusta attività sportiva.

Ci sentiamo così in colpa per aver trascurato il nostro corpo, sia dal punto di vista estetico che salutare, che decidiamo di intraprendere qualche esercizio a casa, in autonomia… Ma la mancanza di rigore, di costanza e anche di conoscenze di fitness vanificano i nostri sforzi portandoci a mollare nel giro di poco tempo.

Decidiamo così di iscriverci in palestra, pagando la nostra quota alla reception con un mix esplosivo di emozioni contrastanti: dalla rassegnazione per non essere in grado di disciplinarsi da soli, alla motivazione di iniziare un nuovo percorso che ci renderà fisicamente più solidi e forti.

Mens sana in corpore sano?

I primi giorni sono una lotta contro il cielo e contro… se stessi! Dopo il primo allenamento fatto di stenti, svenimenti e apparenti insufficienze cardiache, i primi pensieri che sorgono spontaneamente dal cuore sono proprio: “Ma perché mi sto facendo questo?” “Farà davvero bene come dicono?” “Gli amanti del fitness non possono assolutamente essere delle persone normali”.

Le cose sembrano diventare ancora più tragiche al di fuori degli attrezzi e del box doccia ristoratore, perché nella nostra cucina il frigorifero non è più un alleato che tiene al fresco il tuo cibo, ma un demone tentatore che ogni giorno sembra chiederti di scendere a patti con il diavolo. “Che sarà mai una piccola scappatoia alla dieta!” fino al “È davvero l’ultima volta che questa settimana lo faccio, perché dalla prossima niente sgarri” il passo è breve ma estremamente deleterio!

Allora perché vale la pena andare in palestra? Perché un qualcosa – che sembra l’ennesima limitazione che ci impedisce di vivere la vita a pieno – in verità ci fa bene?

La palestra non è solo un allenamento fisico e una serie infinita di dolori muscolari contro cui combattere durante il fine settimana, ma una vera e propria scuola di vita. È il luogo dove ognuno di noi apprende che la salute non è un qualcosa di garantito ed eterno, ma un piccolo germoglio da curare proprio come il contadino che lega il fusto della piantina di pomodoro al supporto rigido: è un qualcosa che va annaffiato e tutelato ogni giorno.

Recarsi lì, uscire di casa e dal proprio guscio protetto (fatto anche di convinzioni sbagliate), costringersi ad avere altre relazioni al di fuori di quelle lavorative, faticare per il proprio bene e sottoporsi a qualcuno con più esperienza di noi, in un settore diverso da quello in cui eccelliamo quotidianamente, ci mette inevitabilmente dinanzi alla nostra fragilità.

Quante volte fingiamo di essere più forti della natura debole della nostra carne? Troppe volte, così tante che prenderne atto inizialmente ci provoca un impatto tanto brusco da voler subito mollare tutto e subito. Poi, però, è solo accettando i ritmi del nostro corpo, i suoi limiti, le sue necessità, che riscopriamo il piacere di una parte di noi stessi che abbiamo soffocato per troppo tempo: il bello di essere deboli ancora una volta.

Fidatevi: contrariamente a ciò che si pensa, essere deboli è davvero bello, perché soltanto chi è debole viene a conoscenza di quel processo di maturazione e di quelle informazioni per diventare forte. È partendo dall’humus della terra che si costruiscono le solide fondamenta di un grattacielo che arriverà a solleticare le nuvole.

In palestra, chi cerca meritocrazia, verrà premiato con risultati concreti, direttamente sulla propria pelle, senza sconti e senza raccomandazioni.

Andare in palestra è un atto di ribellione contro le illusioni della routine quotidiana, un modo per riappropriarsi della naturalità del proprio corpo e potenziarne le virtù!

Provare per credere!

Prisca Carletti

 

Per approfondire queste tematiche, e conoscere più da vicino i nostri prossimi appuntamenti, diventa fan delle pagine “Roberto Re Leadership School Marche!” Troverai contenuti utili da scaricare, immagini degli eventi e molto altro…!!

Mi chiedono spesso “Come riesci a fare tutte le cose che fai senza privarti di nulla?”. Ci rifletto un attimo e rispondo: “Semplice, sono ben organizzata e soprattutto sono concentrata su dove voglio arrivare”.

Avere focus in tutte le aree della nostra vita è come essere un atleta che taglia il traguardo e si aggiudica una vittoria. La sensazione di benessere e adrenalina che ti pervade, la soddisfazione e l’orgoglio di te stesso, la percezione di completezza è appagante al massimo! Essere “sempre” focalizzati è difficile se non si è ben allenati: a volte, quando ci si perde, sembra di essere un funambolo sopra una corda sospesa nel vuoto… A ogni minima indecisione, la corda vacilla e l’insicurezza aumenta.

Se invece pensiamo a come raggiungere l’obiettivo, le difficoltà incontrate lungo il percorso non sono poi così insormontabili e sembrano più leggere. Gli impedimenti dipendono da quanto noi ci facciamo influenzare dall’esterno. Quanto più l’intenzione di arrivare all’obiettivo è forte, tanto meno l’esterno viene considerato. Più siamo padroni delle nostre emozioni, tanto più diminuiscono le reazioni causate da avvenimenti esterni.

Quanto siamo focalizzati dipende da noi, da quanto ci crediamo davvero nell’arrivare a quella cosa, dalla modalità in cui siamo determinati, da come vogliamo spingere oltre i nostri limiti, da quanto crediamo in noi stessi, nella nostra riuscita. Essere focalizzati è davvero fondamentale, viceversa perdiamo tempo in attività inutili e non ci godiamo la vita.

Ti chiederai se sono sempre concentrata e focalizzata al massimo? NO, ogni tanto mi perdo… Non sempre riesco a essere focalizzata, ma quando voglio veramente una cosa, allora sì che mi centro e concentro e, puntualmente, ottengo ciò che voglio. Quando sono focalizzata non ho bisogno di sforzarmi per fare qualche passo verso l’obiettivo: tutto ciò che faccio mi viene naturale perché è orientato al risultato. È un qualcosa che brucia dentro, che di notte ti fa svegliare e trovare la soluzione che cercavi. Un’alchimia che accade solo quando il focus è in accordo con cervello, cuore e pancia.

Per questo ti invito a ripercorrere alcuni spunti di cui parliamo spesso nelle nostre Leadership School e Centri FLY.

 

STATO MENTALE e FOCUS
Tutti noi formuliamo delle affermazioni, ma non sempre ne siamo consapevoli. Quando usiamo l’espressione IO SONO, entriamo subito in uno stato di focalizzazione perché è come se fossimo già in quello specifico stato che si desidera raggiungere. Il potere delle affermazioni è tale che i pensieri possono cambiare la biochimica del nostro cervello, influenzando tutto il corpo. Il cervello registra infatti le affermazioni (io sono) come “vere” e si comporta di conseguenza, producendo nella persona il corrispondente stato d’animo. Le sfide della vita richiedono forza, lucidità mentale e determinazione. Dal momento che l’essere umano è un’entità complessa – composta di corpo, mente e spirito – possiede tutti gli strumenti per riprogrammare la propria mente.

FOCALIZZAZIONE DEL PENSIERO
Esiste un comune denominatore, fondamentale, senza il quale non si può perseguire nessun obiettivo: la focalizzazione del pensiero! Per raggiungere qualunque obiettivo devi saper mantenere la tua concentrazione mentale su quell’obiettivo, a dispetto di qualunque cosa. Se navighi in barca a vela, il vento e le onde possono costringerti a manovrare in continuazione per mantenere la giusta rotta. Potresti essere costretto a cambiare molte volte direzione, a rallentare o anche a fermarti, se il vento è calmo. In ogni momento, però, tutti i tuoi atti e tutti i tuoi pensieri sono focalizzati sull’obiettivo, che è la destinazione, il porto che devi raggiungere. Allo stesso modo, lungo la tua giornata non devi mai perdere di vista il tuo “porto”, il tuo obiettivo. Essere focalizzati significa avere sempre presente “dove siamo” rispetto al nostro obiettivo e non permettere alle distrazioni e alle emozioni di portarci con la mente altrove.

IL NEMICO DELLA FOCALIZZAZIONE
Nemico numero uno della focalizzazione è la distrazione. La nostra mente tende spesso a divagare. Dopo pochi istanti di concentrazione, è attraversata da altri pensieri, a volte estranei e a volte anche opposti a quelli che avevamo fino a un attimo prima. Alla base della distrazione c’è spesso un’emozione. Un pensiero richiama un’emozione che, a sua volta, porta la mente a un altro pensiero e così via. In questo modo ci ritroviamo lontani da dove dovremmo o vorremmo essere. Quando ci accorgiamo che la mente è andata altrove e che ci siamo distratti, riportiamola tranquillamente al suo lavoro, torniamo a focalizzarci sul nostro obiettivo, senza tensioni né rabbia.

IL QUI E ORA
Se ci giudichiamo negativamente, dicendo a noi stessi che non siamo abbastanza bravi da mantenere la concentrazione, creiamo altra tensione e peggioriamo la situazione. Una persona timorosa è una persona la cui mente è proiettata nel futuro, mentre una persona risentita è una persona la cui mente è proiettata nel passato. Di fatto, la mente sarà così occupata a elaborare la paura del futuro e i risentimenti del passato che non troverà sufficiente energia per focalizzarsi su ciò che effettivamente sta accadendo nel “Qui e Ora”. Presenza mentale significa dunque affrontare il presente con il massimo delle potenzialità e con una partecipazione a 360 gradi..!!

Prisca Carletti

 

HRD Training Group per il suo 25° compleanno ha deciso di festeggiare insieme a te e invitarti al Tour più dirompente e travolgente che Roberto Re abbia mai fatto!

Ecco il link per registrarti alla tappa “Leader di te stesso Tour” della tua città..!!

Sono parecchio sensibile alle storie che raccontano i bambini e questa, del figlio di un amico, mi ha davvero colpita.

“Può capitare che Camminando sulla spiaggia, trovi un Bastoncino e se provi a spezzarlo ti accorgerai che ė molto facile romperlo. Ma se non lo spezzi e cammini ancora un po’ puoi trovare un altro Bastoncino, se provi a spezzare i due insieme ti accorgerai che è un po’ più difficile. Poi camminando e camminando puoi trovare altri Bastoncini e se uniti insieme, tipo tre, sette, dieci Bastoncini, ti accorgerai che ė impossibile spezzarli”.

Una storia che centra in pieno un tema più che attuale: il lavoro in squadra.

PERCHÉ IL LAVORO IN TEAM TI PERMETTE DI RAGGIUNGERE RISULTATI MAGGIORI?

Lavorare in squadra può essere la rovina o la gloria di una persona.

Ovviamente, se non si creano rapporti di stima e fiducia e non si segue uno stile meritocratico, lavorare in team può diventare davvero difficile, oltre che pesante e frustrante.

Questo era doveroso dirlo, ma non è tema di quest’articolo.
Quindi prendendo come esempio un team con le giuste caratteristiche, andiamo a vedere perché lavorare con altre persone ci permette di raggiungere traguardi inimmaginabili.

Sostanzialmente possiamo dividere i motivi in 3 grandi categorie:

1. La forza dell’ambiente

2. Il mantenimento del focus

3. La completezza

LA FORZA DELL’AMBIENTE
Per forza dell’ambiente intendo dire che inevitabilmente quando sto con persone che puntano allo stesso obiettivo, con tenacia, costanza e perseveranza anch’io mi sentirò portato a fare lo stesso (visto che quell’obiettivo è anche il mio!) e sentirò in quanto essere umano (animale sociale) parte di un gruppo, questo mi darà maggior forza e mi permetterà di accedere ad energie che di norma non sfrutto.

IL MANTENIMENTO DEL FOCUS
La squadra ti permette di mantenere il focus, di non perderlo di vista.
Lavorando da solo per il raggiungimento di un determinato obiettivo si rischia, a volte per pigrizia, a volte perché siamo esseri umani, di perderci per strada e di non accorgerci che la strada che stiamo percorrendo magari non ci sta proprio portando dove volevamo.
Lavorando in squadra questo accade raramente, infatti se perdi il focus, ci sarà sempre qualcuno che direttamente (accorgendosi) o indirettamente (magari semplicemente con una domanda senza nemmeno farci apposta) raddrizzerà il tuo cammino verso l’obiettivo comune, e tu a tua volta farai lo stesso con qualcun altro.

LA COMPLETEZZA
Lavorando da solo, visto che sei 1, per quanto bravo tu possa essere non sei onnisciente, quindi avrai dei limiti, sarai bravo in qualcosa, molto bravo in altro e una schiappa in qualcos’altro ancora, stai tranquillo, è normale.
La forza della squadra invece sta proprio qua, nel completarsi l’uno con l’altro.

Fammi sapere che ne pensi commentando qua sotto! 😉

Ciao! Oggi voglio parlarti di quali sono le caratteristiche che oggi devi sviluppare se vuoi diventare un Leader di successi, ma prima permettimi di fare un punto della situazione su chi è veramente un Leader ai giorni nostri.

Chi è un Leader?

Prima di partire e scoprire le 7 Qualità del Leader Moderno è importante chiarire chi è veramente un Leader.

La parola Leader deriva dal verbo inglese to lead, letteralmente guidare, ovvero colui che guida, non un auto ma bensì altre persone e se stesso. 🙂

Differenze tra passato e presente: Leader Autoritario e Leader Moderno

Chi è il Leader Autoritario?

In passato la parola Leader veniva accostata ad un gruppo molto ristretto di persone che detenevano il “potere”, come uomini politici o grandi capitani militari.

Spesso queste persone utilizzavano la cosiddetta Leadership Autoritaria, ovvero basata sugli ordini e sulle punizioni esemplari per chi non li rispettava.
Questa tipologia di Leadership ruotava completamente attorno alla paura delle persone.

Il Leader era quindi il capo brutale che trattava i suoi sottoposti come servi.

Per ritrovare questo stile di Leadership non serve andare molto indietro nel tempo, basta che ripensi un attimo ai tuoi professori (o a quelli dei tuoi genitori).

Che figura vedi?

Una figura che per farsi seguire dagli alunni utilizzava la bacchetta contro chiunque non seguiva la lezione o manifestava pareri contrari, il tipico stile della Leadership Autoritaria.

So per certo che se nel mondo di oggi provi ad utilizzare questo vecchio stile di Leadership non sei più seguito dalle persone, anzi probabilmente otterrai l’effetto contrario finendo per essere emarginato.

Nonostante questo in alcuni ambienti ancora sopravvive questa tipologia di Leadership.

Chi è il Leader Moderno?

Nel mondo d’oggi le persone si sono evolute e non sono più disposte a subire un approccio come quello tipico della Leadership Autoritaria.

Pensaci un attimo, tu come reagiresti a quel tipo di approccio?

Ecco appunto, quindi anche la maggior parte delle altre persone reagirebbe proprio come te!

Il Leader Moderno è quindi colui che sa gestire al meglio se stesso, i proprio stati d’animo, è capace di creare buone relazioni intorno a sé e riesce a vivere con equilibrio i ruoli che ricopre nella sua vita.

Le 7 (+1 BONUS) Qualità Segrete del Leader Moderno
Fatta questa doverosa premessa andiamo ora a vedere quali sono le 7 caratteristiche del Leader Moderno:

  • E’ Leader di se stesso e guida con l’esempio
  • Non smette mai di imparare e mette in pratica subito ciò che impara
  • Ha un atteggiamento mentale produttivo e potere decisionale
  • Utilizza una comunicazione efficace e persuasiva
  • Gestisce e ottimizza il tempo
  • E’ camaleontico: si adatta alle situazioni (ambiente) e alle persone
  • Gestisce le sue emozioni

Andiamo ora a vedere nel dettaglio una a una le caratteristiche.

#1 E’ Leader di se stesso e guida con l’esempio
Se non riesci a guidare te stesso come puoi pretendere di guidare altre persone?
Se non riesci a raggiungere i tuoi risultati (personali o professionali) come puoi aiutare altre persone a raggiungerli?
Se finisci nel trabocchetto del “predica bene e razzola male” ovvero che con le parole sei veramente forte, ma con i fatti dimostri tutt’altro sarà veramente difficile che qualcuno ti riconosca come un Leader, al massimo potrai essere riconosciuto come un ipocrita.
Per diventare Leader di altre persone è fondamentale che tu sviluppi prima la tua Leadership personale, ovvero che quel che fai sia perfettamente in linea con quello che dici.
La conseguenza è quella che il Leader guida con l’esempio.
No, “l’esempio” non è un nuovo motorino. Eheheh
Guidare con l’esempio significa dar seguito alle parole con fatti concreti che sono congruenti alle parole dette.
E’ improbabile che tuo figlio smetta di fumare se mentre gli urli di farlo hai una sigaretta in bocca non credi?
Oppure, se chiedi ad un collaboratore di essere preciso e chiaro quando ti invia delle mail o dei report settimanali e quando sei tu ad inviarli a lui non si capisce nulla, come puoi pretendere che lui faccia meglio?
Guidare con l’esempio è alla base della Leadership moderna e molte persone pur sapendolo non mettono in pratica questo semplice principio, anzi spesso le persone pretendono che gli altri facciano le cose giuste mentre loro continuano a perseverare nei loro comportamenti sbagliati.
Conosci qualcuno che si comporta così?
#2 Non smette mai di imparare e mette in pratica subito ciò che impara
Altro punto su cui focalizzarsi.
Se hai già fatto letture sulla leadership o sulla crescita personale ti sarai già trovato di fronte a questo concetto, i Leader non smettono mai di imparare.
Ed è proprio così, solo che spesso mi è capitato di trovarmi di fronte a persone che avevano una miriade di conoscenze, ma poi nella realtà dei fatti non sapevano fare e non combinavano un bel niente.
Ho così deciso di aggiungere questa seconda parte: “e mette in pratica subito ciò che impara”.
Se hai fatto un qualsiasi sport, o hai un qualsiasi hobby, ti sarai già reso conto che subito dopo la parte teorica, l’allenatore o l’insegnante ti fa sperimentare quello che è stato spiegato (o almeno così dovrebbe essere!).
Questo perché la conoscenza fine a se stessa è del tutto inutile.
Se fai un corso di cucina, è inutile conoscere tutte le ricette del mondo se non ti sperimenti mai nel preparare un piatto, finché non metterai in pratica quello che hai appreso teoricamente non riuscirai ad acquisire l’abilità.
E’ così in ogni ambito della vita.
#3 Ha un atteggiamento mentale produttivo
E’ sì, finché continui a pensare che ci sia una congiura contro di te, o che l’universo sta facendo in modo che tu fallisca, non otterrai grandi risultati.
Il Leader fa tesoro di ogni esperienza, sia quelle positive, sia quelle negative e trova sempre almeno un insegnamento che aumenti il suo bagaglio d’esperienza.
Quando c’è un problema non si fa domande del tipo: “Ma perché proprio a me?” oppure “Cosa ho fatto di male?”, ma bensì si pone domande decisamente più potenzianti che lo aiutano ad uscire dal problema come: “Cosa posso fare per uscire da questa situazione?” oppure “Come posso risolvere questo problema?”
Tu che domande ti poni di fronte ai problemi?
#4 Potere decisionale e sicurezza
Ci sono persone che anche nelle scelte più semplici come cosa ordinare al ristorante vanno in confusione e ci impiagano una marea di tempo, tanto che spesso gli amici si spazientiscono.
Queste sono le persone che per scegliere cosa mettersi al mattino devono svegliarsi un’ora prima del previsto e nonostante tutto fanno comunque tardi, perché se non avessero un orario da rispettare, sarebbero ancora lì senza riuscire a decidersi.
Se sei tra queste persone ti consiglio di porre la tua attenzione subito su questo aspetto.
Tranquillo anch’io ero così, ma con un po’ di sforzo si può migliorare.
Ma che male c’è se ci metto un po’ a decidere come vestirmi?
Assolutamente nulla di male, non ti sto consigliando di andare al lavoro in costume e in spiaggia con giacca e cravatta sia chiaro!
Solo che se riesci ad essere un po’ sincero con te stesso, riuscirai a capire se il tempo che impieghi per una decisione è quello giusto oppure no.
Se prima di vestirti rifletti su dove andrai e ti metti qualcosa di adeguato al posto, perfetto è tutto ok, ma se ti cambi quattro volte prima di uscire di casa e questa cosa capita spesso (tutte le mattine), ecco allora c’è qualcosa da rivedere.
Ma perché insisti tanto con questo potere decisionale?
Domanda azzeccata!
Riflettici un attimo, se quando ti trovi di fronte a scelte “facili” vai in difficoltà, cosa succederà quando ti troverai a dover scegliere qualcosa di veramente importante?
Se domani ti offrono un nuovo lavoro ma devi cambiare città, oppure se tua moglie ti chiede di avere un figlio, oppure se un collega ti chiede di iniziare una nuova attività insieme e tu non sei abituato a decidere, cosa succederà?
Succederà che inizierai a rimandare quella decisione, finché non ti ritroverai con le spalle al muro e il non decidere diventerà più doloroso del decidere.
A volte però quando ti ritroverai costretto a decidere, il rapporto sarà già compromesso o l’opportunità sarà già persa.
Allenandoti a decidere velocemente nelle piccole scelte di tutti i giorni svilupperai pian piano il “muscolo decisionale”.
Questo non significa che poi quando ci saranno scelte importanti sarà tutto facile, ma sicuramente sarai più preparato e le gestirai al meglio.
#5 Utilizza una comunicazione efficace e persuasiva
Fin da piccoli ci hanno insegnato che la comunicazione è importante, ma nella realtà dei fatti nessuno ci ha mai insegnato a comunicare.
La comunicazione è una transazione, che si compone di dare e avere, prevede uno scambio.
Prevede una parte dove si parla e una parte dove si ascolta.
Comunicare (o comunicare in maniera efficace) non significa parlare all’infinito, ma bensì assicurarti che il messaggio che vuoi trasmettere sia arrivato (corretto) al tuo interlocutore.
Essere persuasivi significa riuscire ad ottenere qualcosa dall’interlocutore.
Non spaventarti ti prego! Vedo già la tua faccia! Non voglio dire che devi fregare le persone.
Immagina un genitore che persuade suo figlio affinché non si droghi, c’è qualcosa di male? Spero che sarai d’accordo con me che fa molto bene.
Essere persuasivi è di per sé un qualcosa di neutro, è l’uso che ne fai che determina il risultato. Finché sarai persuasivo per il tuo bene e per quello del tuo interlocutore tutto ok!

#6 Gestisce e ottimizza il suo tempo
In un giorno ci sono 24 ore, composte da 60 minuti, composti da 60 secondi.
Il tempo è l’unica vera risorsa uguale per tutti.
Nessuno può aumentare le ore del giorno, eppure ci sono persone che riescono a fare tante di quelle cose che a volte sembrano avere più tempo.
Ma è così? Ovviamente no, semplicemente hanno imparato a gestire al meglio il loro tempo, hanno imparato a programmarsi per priorità, ovvero per importanza di impegni.
Nel momento in cui organizzi la tua giornata per priorità, inizierai a lasciar andare tutto quello che prosciuga il tuo tempo e ti renderai conto di quante cose in più puoi fare.
#7 E’ camaleontico: sia adatta alle situazioni (ambiente) e alle persone
Nella società moderna non puoi più permetterti di adottare un stile uguale in tutte le situazioni.
Se vuoi sviluppare la tua Leadership devi imparare a rapportarti all’ambiente in cui ti trovi e alle persone con le quali interagisci.
Ogni persona è diversa dall’altra e capire il tuo interlocutore ti permette di farlo sentire a suo agio e di conseguenza di poter ottenere il meglio per te, per lui e per l’ambiente in cui ti trovi, sia che stiamo parlando di tuo figlio (persona) e della tua famiglia (ambiente), sia che stiamo parlando del tuo collega (persona) e di lavoro (ambiente).
#BONUS – Gestisce le sue emozioni
C’è un problema. La vita frenetica di oggi ci porta ad accumulare una quantità di tensione e stress tale che si finisce per perdere il controllo per nulla.
Conosci qualcuno (o magari capita anche a te) che già al mattino, trovando più traffico del solito nella strada per il lavoro, si innervosisce al punto che anche una volta arrivato a destinazione, risulta essere scorbutico e insopportabile, creando disagi anche a chi non c’entra nulla?
Conosci qualcuno che porta a casa questioni di lavoro e al lavoro questioni personali?
Ecco questo è il risultato di una pessima gestione delle proprie emozioni.
Attenzione! Ho parlato di gestione delle emozioni e non di controllo.
Apparentemente potrebbero sembrare la stessa cosa, ma ti assicuro che non è così.
Controllare le emozioni significa reprimerle, con la conseguenza che se ti abitui a reprimere quelle negative finirai inevitabilmente per reprimere anche quelle positive.
Gestire le emozioni significa sfruttarle a proprio vantaggio.
Ad esempio la rabbia, emozione negativa genera una quantità di energia spesso superiore alla norma, l’obiettivo della gestione emozionale è quello di sfruttare quell’energia a tuo vantaggio anziché mandare a quel paese chi ti capita a tiro.
Ora che conosci le qualità del Leader Moderno puoi fare un’autoanalisi e capire dove sei già a buon punto e dove invece mettere più attenzione e migliorare.
Se sei arrivato fino a qui voglio farti i miei complimenti, significa che fai parte di quel piccolo gruppo di persone (il 5% circa) che cercano di migliorarsi costantemente e che raggiungono i propri obiettivi.
Per avere altre informazioni gratuite seguimi sul blog www.ancona.programmafly.it
A presto!

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